Migranti. Mancano strutture; Monopoli dice no allo Sprar 

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«Il Comune di Monopoli in prima battuta non ha aderito allo Sprar atteso che sul territorio non ci sono strutture sia pubbliche che private ritenute idonee per la destinazione a centro di accoglienza». Ad affermarlo è l’Assessore allo Stato Sociale Rosanna Perricci in merito al sistema di protezione per richiedenti asilo e per rifugiati (Sprar) del Ministero dell’Interno che prevede la possibilità per gli Enti locali di poter accedere ai finanziamenti del Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo per la predisposizione dei servizi di accoglienza per i richiedenti e i beneficiari di protezione internazionale (vitto, alloggio e percorsi di inclusione sociale).

«Se il Comune di Monopoli avesse aderito allo Sprar non avrebbe potuto impedire ai privati di partecipare e/o di mandare la propria disponibilità per accogliere i rifugiati presso proprie strutture di accoglienza. Per eliminare il pericolo della partecipazione di privati e usufruire della clausola di salvaguardia, il Comune di Monopoli avrebbe dovuto presentare un progetto di accoglienza tale da comprendere tutti i 174 rifugiati (questo è il numero della clausola di salvaguardia stabilita per il Comune di Monopoli dall’Anci). Nel caso in cui il progetto fosse stato di un numero inferiore, i privati avrebbero avuto diritto a presentare la loro candidatura per accogliere i rifugiati», sottolinea l’Assessore.

«Forse è il caso di ricordare che per essere ammessi allo Sprar occorre avvalersi di strutture residenziali adibite all’accoglienza che rispettino la normativa vigente in materia residenziale, sanitaria, di sicurezza antincendio e antinfortunistica. Monopoli non ha strutture da destinare a questo scopo e gli alloggi comunali attualmente disponibili (due per la precisione) sono stati prioritariamente destinati all’emergenza abitativa. Si consideri che in città ci sono circa 400 famiglie che aspettano un alloggio popolare, già inserite nella graduatoria. A queste si aggiungono altri 30 nuclei familiari (tutti con minori e/o disabili) destinatari di sfratti per morosità che vivono in situazioni precarie, in alloggi di fortuna. Infine, circa una decina di persone senza fissa dimora sono accolte nel dormitorio comunale», evidenzia l’Assessore Perricci. Che ribadisce: «È evidente che il Comune di Monopoli non ha una struttura residenziale atta ad ospitare 174 persone e, pertanto, pure volendo aderire allo Sprar non impedirebbe di fatto la partecipazione dei privati».

«Anche l’indagine di mercato per l’individuazione sul territorio di strutture private da poter adibire a centri di accoglienza ha dato esito negativo. La connotazione altamente turistica del nostro territorio rende difficilissima la ricerca di edifici residenziali liberi da destinare a tale scopo poiché i proprietari preferiscono adibirli a strutture turistico-alberghiere di natura stagionale con ricavi decisamente più alti», evidenzia l’Assessore.

«In ogni caso se il Comune di Monopoli volesse aderire allo Sprar potrebbe sempre farlo in quanto le domande di adesione possono essere presentate con continuità», conclude Perricci.

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